Se siete in partenza per le vostre meritate vacanze e state caricando la vostra auto con bagagli e cibarie per i parenti oppure come semplice merenda per i vostri pomeriggi in montagna, ricordatevi sempre di controllare lo stato del vostro mezzo (seguendo i nostri consigli).  Un altro passaggio da non dimenticare, soprattutto se avete un’auto con qualche anno alle spalle, è quello di verificare che le parti essenziali del sottoscocca siano tutte in stato di sicurezza.

Baraldi Gomme vi dà una stima delle diverse “aspettative di vita” dell’impianto frenante, delle sospensioni e degli ammortizzatori.

IMPIANTO FRENANTE

Generalmente, è consigliato controllare lo stato dell’impianto ogni 15-20’000 km oppure quando si avvertono insolite vibrazioni o rumorosità durante la frenata. E’ tuttavia molto più semplice accorgersi dell’usura di pastiglie e dischi, piuttosto che delle pinze. Queste ultime, infatti, se usurate o malfunzionanti non trasmettono segnali troppo evidenti al guidatore (a parte casi in cui si ha la sensazione di “essere frenati” pur avendo il pedale del freno sollevato) e devono essere verificate solo da un occhio esperto.

Nelle vetture più moderne, l’usura delle pastiglie è segnalata da una spia sul cruscotto. In alternativa, si consiglia di sostituirle ogni 30-40’000 km, quando lo spessore cala sotto i 2-3 mm. I dischi, invece, sono da sostituire ogni 80’000 km o quando sono state cambiate già due volte le pastiglie.

SOSPENSIONI E AMMORTIZZATORI

Entrambe queste parti rappresentano un aspetto fondamentale della sicurezza di guida. Spesso sottovalutate, sono essenziali nel garantire una corretta tenuta di strada. Il consiglio di Baraldi Gomme è di controllarne lo stato ogni 20’000 km e di non attendere mai oltre gli 80’000 per sostituirli. E’ chiaro però che sull’aspettativa di vita influisce molto lo stile di guida e le strade percorse abitualmente.

Con una guida dolce e percorrenze perlopiù autostradali la vita di sospensioni e ammortizzatori può allungarsi anche oltre i 150’000 km, mentre con un approccio più sportivo (soprattutto su strade più dissestate) può ridurre la vita a 50’000 km.