Il primo anno del Centro Revisioni: il bilancio del responsabile commerciale Lorenzo Baraldi

Baraldi Gomme Centro Revisioni

E’ passato ormai un anno dall’apertura del Centro Revisioni di Baraldi Gomme. Un passo importante per la nostra azienda, dal 1962 punto di riferimento a Mantova e Marmirolo nell’ambito degli pneumatici, che ha avuto l’obiettivo di far diventare Baraldi Gomme sempre più un centro servizi.

Ai tanti e completi servizi di assistenza per gli pneumatici di auto e mezzi pesanti, si è aggiunta così la parte relativa alla meccanica con un’officina moderna per effettuare revisioni a norma di legge e procedere alle eventuali riparazioni necessarie in maniera istantanea.

Secondo il responsabile commerciale Lorenzo Baraldi, il bilancio dei primi 365 giorni di attività si può considerare più che positivo: “Abbiamo cercato di dare un servizio in più ai nostri clienti con l’obiettivo di fornire un’assistenza sempre più completa. Le prenotazioni al Centro Revisioni sono cresciute costantemente nel corso dei mesi e crediamo che questo processo continuerà ancora nei prossimi anni”.

Tra personale qualificato e macchinari di ultima generazione, l’officina del Centro Revisioni è una delle più complete e professionali della provincia: “Come si dice nello sport, abbiamo creato uno staff col giusto mix di gioventù ed esperienza, tenendo come comuni denominatori la professionalità e le capacità. Ci serviamo di attrezzature moderne e computerizzate che ci permettono di analizzare il veicolo nel migliore dei modi consegnando così ai nostri clienti un’auto sicura da guidare”.

Per i programmi futuri, non ci si sbilancia: “Abbiamo diversi progetti in ballo e nei prossimi mesi li presenteremo con orgoglio a tutti i nostri clienti”.

Come allungare la vita del motore: ecco 5 consigli

 

Desideri allungare la vita del tuo motore e ritardare l’acquisto di un’auto nuova? Ecco 5 consigli per mantenere al meglio il tuo motore.

1 ) CORRETTA MANUTENZIONE

L’aspetto più importante è sicuramente la manutenzione del motore. E’ infatti molto importante rispettare gli intervalli per i cambi dell’olio, del relativo filtro e del filtro dell’aria. Di norma basta rispettare le scadenze dei tagliandi, che sono controlli approfonditi in cui si verifica l’efficienza del motore e in cui vengono effettuate tutte queste sostituzioni. Si consiglia, inoltre, di controllare almeno ogni due anni l’antigelo, il liquido del servosterzo e quello dei freni.

Una manutenzione più accurata dovrà essere svolta soprattutto per i motori a gasolio. Essendo un carburante meno raffinato della benzina, nella sua combustione rilascia più residui che possono a lungo andare ridurre l’efficienza del motore.

Chiaramente il tipo di manutenzione da effettuare dipende anche dal tipo di utilizzo dell’auto e dalle percorrenze annue. Se si usa l’auto in città, il motore è sottoposto a maggiore stress e va quindi anticipata la manutenzione a circa 15’000 km per i benzina, metano o GPL e anche 10’000 km per i diesel.

2) UTILIZZO DEL CLIMATIZZATORE

Il climatizzatore, sia esso manuale o automatico, è il dispositivo che va ad incidere maggiormente sul consumo di benzina. Generalmente, il climatizzatore riduce del 10% la potenza del motore e può aumentare i consumi fino al 25%. E’ quindi consigliabile un utilizzo parsimonioso, oltre che oculato: se lasciate l’auto al sole tutto il giorno, evitate di impostare subito il climatizzatore sotto i 21 gradi per evitare di sottoporlo a eccessivo stress.

3) PARTENZA LENTA NEI MESI FREDDI

Rispetto a qualche decennio fa, durante i mesi invernali non bisogna più rimanere fermi a motore accesso per far riscaldare il proprio propulsore. Rimane comunque buona norma non sforzare il motore sin da subito. Occorre infatti partire a velocità moderata, tenendo il regime di rotazione sotto i 2000 giri per l’auto diesel e sotto i 3000 giri per auto a benzina, metano o GPL.

4) ARRIVARE IN RISERVA CON MOTORE DIESEL

Come si diceva, il motore a gasolio ha più impurità rispetto a quello a benzina. Queste impurità spesso si accumulano sul fondo del serbatoio e possono passare al sistema di alimentazione con possibili danni a lungo termine. E’ quindi consigliabile di riempire il serbatoio quando l’indicatore segna circa un quarto di carburante.

 

5) LAVARE IL MOTORE

Con periodicità diversa rispetto al lavaggio della carrozzeria, anche il motore necessita di una pulizia per liberarlo dal grasso e dai detriti accumulati specialmente durante i piovosi e gelidi mesi invernali. Assolutamente da evitare le idropulitrici che potrebbero causare danni all’impianto elettrico, mentre sono più idonei numerosi detergenti presenti in commercio e un po’ di aria compressa.

Lavare il motore permette di scorgere eventuali perdite di olio e di bloccare sul nascere possibili problemi.

Cinghia di distribuzione: come funziona e quando sostituirla?

 

La cinghia di distruzione è uno degli elementi più importanti del motore: ecco come funziona e quali sono gli intervalli di manutenzione.

 

CINGHIA DI DISTRIBUZIONE: COME FUNZIONA?

La cinghia di distribuzione, realizzata in materiale plastico con supporti di metallo ed è sufficientemente elastica da sopportare le continue sollecitazioni dovute al suo lavoro e ai cambi di temperatura. La cinghia sincronizza i movimenti di albero a camme e albero motore con quest’ultimo che regola il movimento di valvole e pistoni. Nel suo funzionamento, la cinghia coinvolge anche altre componenti come la pompa dell’acqua e i cuscinetti e i tendicinghia.

Le dimensioni della cinghia variano, come si può intuire, in base alla dimensione del motore ed è di solito posizionata sul lato destro del motore stesso. Una improvvisa lacerazione della cinghia può provocare seri danni al motore e ad alcune sue componenti e, a seconda della gravità della rottura, può portare ad un conto piuttosto salato per la riparazione. A seconda dei danni provocati, la sostituzione della cinghia e delle parti danneggiate può oscillare tra le centinaia e il migliaio di euro.

CINGHIA DI DISTRIBUZIONE: QUANDO CAMBIARLA?

Per queste ragioni occorre sempre ragionare in ottica di prevenzione e controllare periodicamente lo stato della cinghia di distribuzione. Generalmente, si consiglia di far controllare la cinghia ad un’officina specializzata ogni 30’000 km e di sostituirla tra i 100 e i 180’000 km percorsi oppure ogni 5/6 anni. A dare un’idea più precisa degli intervalli di manutenzione è anche il libretto di manutenzione dell’auto. Si ricorda inoltre che l’usura della cinghia varia a seconda dell’utilizzo che si fa dell’auto: se si viaggia spesso in città l’usura sarà ridotta, mentre in caso di utilizzo prevalente su strade extraurbane sarà necessario intervenire prima con la sostituzione.

 

Vuoi controllare lo stato della tua cinghia di distribuzione? Passa a trovarci in Strada da Mantova 64/b a Marmirolo (MN).

Vacanza in auto? 4 controlli consigliati prima di partire

Pronti a partire per le vacanze? Assicuratevi che lo sia anche la vostra auto! Ecco quattro controlli da fare prima di mettersi al volante per un lungo viaggio.

REVISIONE, BOLLO E ASSICURAZIONE

E’ fondamentale assicurarsi che siate in regola con la legge. Se avete un’auto con almeno 4 anni di vita dalla prima immatricolazione è obbligatoria una revisione (se non l’hai già effettuata, prenotala presso il nostro Centro Revisioni). Da non trascurare nemmeno il bollo e l’assicurazione che non devono essere scaduti.

CONTROLLO DEGLI PNEUMATICI

Lo pneumatico è una parte importantissima della vettura. E’ l’unica parte a contatto con l’asfalto ed è il principale alleato per la vostra sicurezza. Assicuratevi che tutte le gomme (compresa l’eventuale ruota di scorta) siano gonfie e in buono stato. Gli pneumatici, per essere in regolar col codice della strada, devono avere un battistrada con uno spessore minimo di 1,6 mm. Questo si può facilmente verificare inserendo nel tassello una moneta da due euro: se il tassello è sotto la parte dorata, significa che è eccessivamente usurato.

Allo stesso tempo, è bene verificare che gli pneumatici non abbiano danni e che quindi non vi siano tagli o bolle che potrebbero pregiudicare enormemente la vostra sicurezza.

CONTROLLO DEI LIQUIDI

In particolare d’estate, è utile controllare il liquido lavavetri e lo stato delle spazzole tergicristalli. Si suggerisce inoltre di controllare il livello dell’olio motore e dell’acqua. Spesso sottovalutata è la ricarica del gas dell’impianto di climatizzazione (oltre alla sostituzione del filtro antipolline): un abitacolo caldo e pieno di polline (soprattutto per chi ne è allergico) può avere sul guidatore lo stesso effetto dell’alcol.

FRENI E BATTERIA

Soprattutto se affronterete strade di montagna nel corso della vostra vacanza, è bene controllare lo stato dei freni. Le lunghe discese mettono sotto grande stress l’impianto frenante che deve quindi essere sempre efficiente. Per evitare brutte sorprese, si consiglia anche di controllare lo stato della batteria. Queste soffrono sia il caldo che il freddo eccessivo e durano indicativamente 4-5 anni.

Olio e filtro dell’olio motore: cosa sono e quando si cambiano?

 

Prendersi cura del motore della propria auto è un passaggio fondamentale per assicurare longevità e sicurezza alle diverse parti meccaniche. Ecco alcuni consigli sul cambio dell’olio motore e del relativo filtro.

OLIO E FILTRO DELL’OLIO: COSA SONO?

L’olio serve a lubrificare tutti i componenti meccanici e a proteggere il motore dalle impurità e dai processi chimici che avvengono nel corso della combustione. Il filtro dell’olio, nello specifico, serve a raccogliere tutte le impurità che si generano nel corso della combustione e per via dell’attrito tra le varie componenti evitando così che questi detriti provochino danni irreparabili al motore. Cambiare regolarmente olio e filtro è fondamentale per avere un motore efficiente e regolare nel suo funzionamento. E’ un’operazione che spesso si effettua durante i tagliandi.

QUANDO CAMBIARE OLIO E FILTRO DELL’OLIO?

Generalmente l’olio e il relativo filtro sono cambiati nello stesso momento. Il cambio dell’olio dipende dal tipo di veicolo e a indicare gli intervalli di manutenzione è il manuale d’uso dell’auto, anche se le vetture più moderne sono dotate di una spia specifica che vi segnala con largo anticipo i tempi del cambio dell’olio.

In linea di massima, ci sono alcune regole generali per il cambio dell’olio che variano a seconda del tipo di alimentazione del motore e dell’anzianità dell’auto:

  • Ogni 25-30’000 km per le auto diesel;
  • Ogni 15’000 km per le auto a benzina;
  • Ogni anno per chi percorre pochi km;
  • Ogni 10’000 km per le auto con almeno 10 anni di vita.

Auto a diesel in via d’estinzione? L’opinione di Baraldi Gomme

Le auto a gasolio sono ormai da mesi al centro di una polemica ambientale e, soprattutto, politica che le vorrebbe escludere da qui a pochi anni in quanto ritenuti molto inquinanti. E’ effettivamente vero? E’ arrivata la fine dell’era del diesel?

LE RAGIONI DELLA CROCIATA VERSO I DIESEL

Secondo una particolare interpretazione dei dati sulle emissioni da parte di alcuni leader politici europei, le auto a gasolio sono ritenute molto più inquinanti rispetto a quelle a benzina. A dare ancora più sostegno all’ipotesi delle amministrazioni è stato il recente scandalo “Dieselgate” in cui si è scoperto che alcune case automobilistiche truccavano i dati sulle emissioni per rientrare nei parametri dell’Unione Europea.

Per questo motivo, Madrid, Atene, Parigi e Roma hanno dichiarato entro qualche anno vieteranno la circolazione delle auto a gasolio tra le proprie mura. Una decisione eccessivamente ambientalista e che mette in grande difficoltà gli automobilisti in possesso di un’auto a diesel, le case automobilistiche, ma anche le città stesse. Il motivo di quest’ultimo aspetto è che le ultime ricerche testimoniano un aumento della CO2 in Europa a causa del numero maggiore di vetture a benzina vendute rispetto ai diesel dal 2010.

Ad aver puntato sulle alimentazioni alternative sono state Toyota (che da inizio 2018 non commercializza più vetture a gasolio in Europa), Volvo e FCA, con queste ultime due che hanno dichiarato che a breve non investiranno più in ricerche su motori a gasolio.

LE ALTERNATIVE AI DIESEL

Le alternative al gasolio esistono, ma per una serie di motivi non vengono ancora prese in considerazione dalla maggior parte degli italiani visto che il 55% del parco auto circolante nel nostro Paese è alimentato a gasolio. Questo tipo di carburante è infatti economico e permette di avere buone prestazioni pur consumando poco: tre aspetti che nessuno degli altri sistemi di alimentazione può garantire contemporaneamente. La benzina, per quanto si siano sviluppati degli efficienti e piccoli motori turbocompressi, è troppo cara e non è quindi consigliata a chi percorre tanti chilometri all’anno. GPL e metano costano poco, ma richiedono più manutenzione, hanno meno autonomia e alla pompa non si può fare il pieno “fai da te”, senza contare che i distributori di metano non sono ancora così ampiamente diffusi.

Le vere alternative sarebbero l’ibrido e l’elettrico che però non rappresentano la scelta migliore per coloro che vivono in provincia e che devono costantemente muoversi per lavoro. L’alimentazione ibrida, se utilizzata principalmente in strade extraurbane e autostrade, si rivela inutile per il suo scopo visto che funzionerebbe esclusivamente il motore termico, mentre l’elettrico fatica a prendere piede per via della scarsa autonomia e soprattutto per l’assenza di una capillare diffusione di colonnine di ricarica.

Da qui si capisce che l’idea delle amministrazioni europee, a maggior ragione se dovesse essere seguita da alcuni comuni e province, creerebbe seri disagi per la popolazione. Gli scenari sarebbero desolanti: Divieti di circolazione a macchia di leopardo, crollo del valore dell’usato diesel ed evidenti difficoltà per le case automobilistiche a incontrare le preferenze dei propri clienti per i motivi sopracitati. E’ quindi evidente che prima di pensare ad un divieto di circolazione per metà del parco auto italiano ci siano da fare ancora diverse considerazioni.

Non sappiamo ancora come andrà veramente a finire, ma vi possiamo comunque garantire che Baraldi Gomme, a prescindere dall’alimentazione della vostra auto, assisterà il vostro veicolo per revisioni e riparazioni del sottoscocca!

Revisione auto a GPL e metano: cosa cambia?

Se si vuole risparmiare dal benzinaio e si vuole contenere le emissioni, al momento la migliore alternative alle auto a benzina e gasolio è sicuramente l’alimentazione a GPL e metano. Fino a quando, infatti, le elettriche non prenderanno completamente il sopravvento (sia per una questione di autonomia delle batterie sia per la presenza di colonnine di ricarica), per macinare chilometri anche fuori città senza svenarsi, il GPL e il metano sono delle buone scelte. Che l’impianto sia stato installato in origine oppure montato aftermarket è comunque necessario sottoporlo a periodica manutenzione e revisione.

Baraldi Gomme vi spiega come mantenere in perfetto stato il vostro impianto a GPL o metano.

GPL e METANO: STESSE SCADENZE DELLE AUTO TRADIZIONALI MA CON QUALCHE DIFFERENZA

Anche se si montano impianti di alimentazioni diversi, la revisione dell’auto deve essere effettuata comunque dopo 4 anni dall’immatricolazione e, successivamente, ogni 2 anni. Inoltre, stando alla legislazione italiana attualmente vigente, non è necessario sottoporre a revisione specifica le bombole di GPL installate sull’auto. Queste sono infatti dotati di specifiche elettrovalvole che servono a evitare pericoli in caso di incidente o incendio.

E’ tuttavia necessario sostituire le bombole e le multivalvole di sicurezza al loro decimo anno di vita. L’operazione deve essere effettuata da un’officina autorizzata e riportata sulla carta di circolazione presso la Motorizzazione Civile. Il costo si attesta sui 500 euro.

Discorso diverso per le auto con impianto a metano. Se infatti le auto conservano gli stessi intervalli di manutenzione, le bombole di metano devono essere revisionate dopo 5 anni, se omologate in base alla vecchia normativa nazionale DGM o dopo 4 anni se l’omologazione è relativa alla più recente normativa europea R110 ECE/ONU. Per capire quando revisionare l’impianto basterà considerare la data d’immatricolazione dell’auto (se l’impianto è stato montato in origine) oppure la data di montaggio dell’impianto, se questo è un pezzo aftermarket. Si ricorda che, una volta effettuata la prima revisione per le bombole con omologazione europea, è necessario ripeterla ogni due anni.

 

 

 

Auto ibride ed elettriche: cosa cambia nella manutenzione?

Sempre più diffuse nelle nostre città sono le auto ibride, ovvero alimentate sia da un motore termico a gasolio o benzina che da un’unità elettrica. Le ibride permettono un notevole risparmio nei consumi in città e una riduzione delle emissioni di CO2, pur avendo, però, costi all’acquisto maggiori rispetto alle auto comuni. Diverse auto alimentate a motore termico ed elettrico hanno ormai qualche anno sulle spalle e sono così soggette a revisione per verificare il corretto funzionamento di ogni parte del loro complesso apparato. Discorso leggermente diverso per le auto full electric, ovvero alimentate interamente da un propulsore elettrico, la cui diffusione è in netta crescita, ma ancora poco capillare sul nostro territorio.

Baraldi Gomme vi spiega quali sono le differenze tra auto ibride/elettriche e auto tradizionale nella manutenzione ordinaria e nella revisione.

AUTO IBRIDE vs AUTO TRADIZIONALI: LE DIFFERENZE NELLA REVISIONE E NEL TAGLIANDO

Prima di tutto, gli intervalli di manutenzione previsti per le auto ibride ed elettriche non variano in alcun modo rispetto alle auto tradizionali. Inoltre, la procedura di revisione per un’auto ibrida e per una elettrica non differisce eccessivamente da quella di una vettura ordinaria. Per l’ibrida, l’unica accortezza che il tecnico deve tenere a mente è quella di disattivare l’unità elettrica per avere così la possibilità di effettuare il consueto controllo delle emissioni sul motore termico.

Naturalmente questo problema non si palesa per le auto 100% elettriche che saltano direttamente la misurazione delle sostanze inquinanti e la prova fonometrica dato che il motore elettrico non emette alcun rumore, ma solo un ronzio.

La manutenzione ordinaria, nei modelli più moderni, ha costi ridotti rispetto alle vetture tradizionali. Questo perché certe parti che sono presenti su un comune motore termico (e che sono soggette ad usura) non si trovano sul propulsore elettrico. Inoltre, alcune componenti risultano meno soggette ad usura: è il caso delle pastiglie dei freni che, in alcune ibride e in buona parte delle elettriche, durano più a lungo per via dell’azione del “freno motore” gestito dal sistema di rigenerazione delle batterie durante la fase di decelerazione (un sistema molto simile al KERS montato sulle vetture di Formula 1).

 

 

Sospensioni magnetiche: uno sguardo verso il futuro della meccanica

La tecnologia e lo sviluppo ingegneristico delle auto spesso viene riservato al motore. Le case sono infatti alla continua ricerca di sistemi che rendano sempre più efficienti e meno inquinanti i propulsori. Ad essere molto considerato dagli ingegneri è però anche lo studio delle sospensioni che sono fondamentali per trasmettere un buon feeling di guida.

Oltre alle classiche sospensioni idrauliche, sono sempre più presenti, specialmente sulle vetture sportive o di alta gamma, le sospensioni magnetiche.

 

SOSPENSIONI MAGNETICHE: COSA SONO E COME FUNZIONANO?

Nelle sospensioni magnetiche il pistone dell’ammortizzatore è immerso in un fluido magnetico, il cui campo è controllato da un elettromagnete. Facendo variare la “potenza” dell’elettromagnete è possibile generare un diverso tipo di resistenza del fluido e quindi creare una risposta variabile dell’ammortizzatore alle sollecitazioni a cui è sottoposto.

La potenza dell’elettromagnete viene fatta variare dalla centralina dell’auto che riceve continue informazioni da particolari sensori posizionati sulle ruote che rilevano la velocità, il tipo di terreno percorso e l’attitudine del guidatore, sia essa più sportiva o più rilassata. In base a questi parametri, la centralina “calibra” in maniera continua la rigidità dell’ammortizzatore, rendendolo maggiormente rigido, appunto, nel caso in cui si stia percorrendo una strada con asfalto regolare e con un piglio sportivo, e rendendolo, al contrario, più morbido qualora si stia affrontando un asfalto irregolare e accidentato, aumentando così il comfort di guida.

E’ evidente che la complessità nel realizzare le componenti è molto elevata ed è per questo che, al momento, questo tipo di sospensioni sia montato su vetture piuttosto costose.

E’ possibile ritrovare le sospensioni magnetiche su mezzi di lusso come il Cadillac Escalade, il Land Rover Range Rover Evoque o su supercar di razza come la Ferrari 488 GTB e la Chevrolet Corvette. E’ chiaro comunque che entro qualche anno diventeranno uno standard per tutte le auto e che sarà quindi possibile avere un’auto in continuo adattamento al nostro stile di guida.

 

Impianto di scarico: cause e sintomi dell’usura

L’impianto di scarico svolge una funzione essenziale nell’assicurare il corretto funzionamento del motore, in quanto elimina tutti quei gas che non sono necessari alla marcia. Ogni impianto varia nella forma e nelle caratteristiche specifiche in base alla vettura su cui è montato, ma il principio di funzionamento (e determinate componenti) sono condivise con tutte le vetture. Le parti maggiormente soggette ad usura sono il silenziatore (che riduce il rumore dello scarico), la marmitta (il terminale dell’impianto) e il catalizzatore (che riduce le emissioni di gas nocivi), essendo le più esposte alle condizioni climatiche esterne e ad eventuali urti.

Baraldi Gomme vi fornisce quindi qualche consiglio sui segnali dell’usura dell’impianto di scarico.

 

USURA DELL’IMPIANTO DI SCARICO: CAUSE, PERICOLI E CONSEGUENZE

Nella maggior parte dei casi, l’usura delle parti che compongono l’impianto di scarico è dovuta ad un singolo fattore: l’invecchiamento. A causa della presenza continua di temperature elevate, di gas acidi e umidità, marmitta, catalizzatore e silenziatore, col passare del tempo, diventano sempre più soggetti alla ruggine e a malfunzionamenti. Per fortuna, è relativamente facile accorgersi dei segni dell’usura sull’impianto di scarico: al di là di buchi più o meno visibili sulle pareti esterne, è la rumorosità eccessiva a far capire che c’è qualcosa che non va. Associato a tale “sintomo” è anche l’emissione di fumi scarico densi e ondeggianti quando l’auto è in movimento.

Se è il catalizzatore ad essere danneggiato, è possibile che il gas di scarico abbia un colore bluastro o che si abbiano difficoltà ad avviare il motore.

Avere uno scarico rumoroso, oltre ad essere fastidioso durante la marcia per il guidatore e chi lo circonda, potrebbe garantirvi una multa piuttosto salata. Un buco sulla marmitta e un malfunzionamento del catalizzatore è, inoltre, molto pericoloso per la salute, in quanto potrebbe non garantire un perfetto filtraggio di alcuni gas estremamente nocivi come il monossido di carbonio (letale se inalato per tanto tempo). Altre due conseguenze negative sono il sensibile innalzamento dei consumi di carburante e, in caso di forte usura dei supporti dell’impianto, il possibile distaccamento dal telaio con evidenti pericoli per la circolazione e la sicurezza.

Baraldi Gomme vi consiglia sempre di “ascoltare” la vostra auto, per capire eventuali problemi ed intervenire tempestivamente facendo verificare l’impianto.