Come allungare la vita del motore: ecco 5 consigli

 

Desideri allungare la vita del tuo motore e ritardare l’acquisto di un’auto nuova? Ecco 5 consigli per mantenere al meglio il tuo motore.

1 ) CORRETTA MANUTENZIONE

L’aspetto più importante è sicuramente la manutenzione del motore. E’ infatti molto importante rispettare gli intervalli per i cambi dell’olio, del relativo filtro e del filtro dell’aria. Di norma basta rispettare le scadenze dei tagliandi, che sono controlli approfonditi in cui si verifica l’efficienza del motore e in cui vengono effettuate tutte queste sostituzioni. Si consiglia, inoltre, di controllare almeno ogni due anni l’antigelo, il liquido del servosterzo e quello dei freni.

Una manutenzione più accurata dovrà essere svolta soprattutto per i motori a gasolio. Essendo un carburante meno raffinato della benzina, nella sua combustione rilascia più residui che possono a lungo andare ridurre l’efficienza del motore.

Chiaramente il tipo di manutenzione da effettuare dipende anche dal tipo di utilizzo dell’auto e dalle percorrenze annue. Se si usa l’auto in città, il motore è sottoposto a maggiore stress e va quindi anticipata la manutenzione a circa 15’000 km per i benzina, metano o GPL e anche 10’000 km per i diesel.

2) UTILIZZO DEL CLIMATIZZATORE

Il climatizzatore, sia esso manuale o automatico, è il dispositivo che va ad incidere maggiormente sul consumo di benzina. Generalmente, il climatizzatore riduce del 10% la potenza del motore e può aumentare i consumi fino al 25%. E’ quindi consigliabile un utilizzo parsimonioso, oltre che oculato: se lasciate l’auto al sole tutto il giorno, evitate di impostare subito il climatizzatore sotto i 21 gradi per evitare di sottoporlo a eccessivo stress.

3) PARTENZA LENTA NEI MESI FREDDI

Rispetto a qualche decennio fa, durante i mesi invernali non bisogna più rimanere fermi a motore accesso per far riscaldare il proprio propulsore. Rimane comunque buona norma non sforzare il motore sin da subito. Occorre infatti partire a velocità moderata, tenendo il regime di rotazione sotto i 2000 giri per l’auto diesel e sotto i 3000 giri per auto a benzina, metano o GPL.

4) ARRIVARE IN RISERVA CON MOTORE DIESEL

Come si diceva, il motore a gasolio ha più impurità rispetto a quello a benzina. Queste impurità spesso si accumulano sul fondo del serbatoio e possono passare al sistema di alimentazione con possibili danni a lungo termine. E’ quindi consigliabile di riempire il serbatoio quando l’indicatore segna circa un quarto di carburante.

 

5) LAVARE IL MOTORE

Con periodicità diversa rispetto al lavaggio della carrozzeria, anche il motore necessita di una pulizia per liberarlo dal grasso e dai detriti accumulati specialmente durante i piovosi e gelidi mesi invernali. Assolutamente da evitare le idropulitrici che potrebbero causare danni all’impianto elettrico, mentre sono più idonei numerosi detergenti presenti in commercio e un po’ di aria compressa.

Lavare il motore permette di scorgere eventuali perdite di olio e di bloccare sul nascere possibili problemi.

Come allungare la vita degli pneumatici: 5 consigli per la vostra auto

Magazzino Baraldi Gomme

E’ possibile allungare la vita dei propri pneumatici? Certo, seguendo alcuni consigli di Baraldi Gomme.

1) GUIDA ACCORTA E PULITA

Può sembrare un consiglio banale, ma guidare senza strattoni in accelerazione e senza inchiodare permette di ridurre lo stress a cui sono sottoposti i vostri pneumatici. Affrontate le curve con gentilezza per evitare di sollecitare eccessivamente il fianco della gomma (la parte più debole della struttura) ed usurare le spalle. Se possibile, evitate le buche che possono compromettere non solo lo pneumatico, ma anche i cerchi (soprattutto quelli in lega di dimensioni generose) e il sistema di sospensioni. State inoltre lontano dai bordi dei marciapiede che possono graffiare o bucare la gomma.

2) GONFIARE LE GOMME ALLA GIUSTA PRESSIONE

Basta seguire le indicazioni del manuale d’uso della propria auto per capire qual è la pressione corretta alla quale gonfiare i propri pneumatici. Così migliorano i consumi, la performance e soprattutto la sicurezza. In caso di gomma gonfiata troppo si avrà un’usura anomala nella parte centrale del battistrada, mentre nel caso contrario aumenterà il rischio di surriscaldamento della gomma (troppo a contatto con la strada) con possibili conseguenze negative.

3) GIUSTA E PERIODICA CONVERGENZA

La convergenza della gomma è l’angolo longitudinale tra la gomma e il terreno. Se si ha una gomma troppo inclinata verso l’interno si avrà un consumo eccessivo della parte interna. Per questo è consigliabile recarsi dal gommista ogni 5-10’000 km per aggiornare l’angolo di convergenza e avere così un consumo regolare.

4) SCELTA D’ACQUISTO

A dare un’idea della resistenza al rotolamento e dei consumi garantiti dallo pneumatico sono le etichette che assegnano un punteggio da A a F in base ad una serie di parametri. La lunga vita del vostro treno di gomme parte dalla scelta d’acquisto: equipaggiate la vostra auto col miglior set di pneumatici secondo il rapporto qualità/prezzo senza farvi per forza attirare dal prodotto col prezzo più basso.

5) ULTIMI CONSIGLI

Se avete un’auto che guidate poco (un’auto d’epoca o un’auto “della domenica”) oppure avete in programma una lunga sosta in garage, vi consigliamo di parcheggiare l’auto all’ombra e di gonfiare le gomme fino a 3 bar per evitarne l’ovalizzazione.

Infine, vi ricordiamo che gli pneumatici andrebbero cambiare quando lo spessore del battistrada raggiunge gli 1,6 mm. Se guidate poco, è comunque consigliabile di cambiare il treno di gomme ugualmente dopo 5-6 anni: in queste condizioni spesso le gomme di induriscono e diventano quasi insensibili al consumo, diventando però poco aderenti all’asfalto e pregiudicando così la sicurezza.

 

 

Albero di trasmissione: da cosa è composto e quando sostituirlo

 

L’albero di trasmissione ha un ruolo molto importante nel movimento del veicolo: oggi scopriamo come funziona e come gestire la sua manutenzione.

 

ALBERO DI TRASMISSIONE: LE COMPONENTI E IL FUNZIONAMENTO

L’albero di trasmissione è realizzato solitamente in acciaio o fibra di carbonio (specialmente sulle vetture più potenti) ed è presente sulle auto a trazione anteriore e posteriore. La sua funzione è trasmettere la potenza del motore alle ruote motrici, convertendo il movimento dei pistoni in un moto rotatorio. A comporre la componentistica dell’albero di trasmissione un cilindro, che unisce le due estremità di collegamento tra il motore e il differenziale, e due giunti cardanici che sostengono il cilindro stesso.

L’albero di trasmissione è continuamente sollecitato e posto sotto stress da forze di tipo torsionale, dai sobbalzi della vettura, dallo sporco sollevato dall’auto e, ovviamente, dalla potenza che deve trasmettere alle ruote. Un buon albero di trasmissione è quello che riesce a combinare una buona capacità di trasmissione della potenza con una sufficiente capacità di resistere alle sollecitazioni.

 

ALBERO DI TRASMISSIONE: I SEGNALI DELL’USURA

L’albero di trasmissione, vista l’importanza nel garantire il corretto funzionamento dell’auto e considerato lo stress a cui è sottoposto, dopo qualche anno può essere oggetto di revisione o sostituzione. Generalmente si sostituiscono i giunti cardanici che, essendo posti alle estremità, sono ancora più soggetti ad usura.

I sintomi di un albero di trasmissione usurato sono piuttosto evidenti: irregolarità nell’erogazione della potenza, vibrazioni costanti e rumori di attrito sono i principali segnali di qualche componente arrivato a fine vita.

Per cercare di far durare il più a lungo possibile il proprio albero di trasmissione, Baraldi Gomme consiglia di adottare uno stile di guida composto, evitando strattoni e accelerazioni improvvise ed evitando, nei limiti del possibile, sobbalzi e buche della strada.

Vuoi controllare lo stato del tuo albero di trasmissione? Passa a trovarci in Strada da Mantova 64/b a Marmirolo (MN).

Cinghia di distribuzione: come funziona e quando sostituirla?

 

La cinghia di distruzione è uno degli elementi più importanti del motore: ecco come funziona e quali sono gli intervalli di manutenzione.

 

CINGHIA DI DISTRIBUZIONE: COME FUNZIONA?

La cinghia di distribuzione, realizzata in materiale plastico con supporti di metallo ed è sufficientemente elastica da sopportare le continue sollecitazioni dovute al suo lavoro e ai cambi di temperatura. La cinghia sincronizza i movimenti di albero a camme e albero motore con quest’ultimo che regola il movimento di valvole e pistoni. Nel suo funzionamento, la cinghia coinvolge anche altre componenti come la pompa dell’acqua e i cuscinetti e i tendicinghia.

Le dimensioni della cinghia variano, come si può intuire, in base alla dimensione del motore ed è di solito posizionata sul lato destro del motore stesso. Una improvvisa lacerazione della cinghia può provocare seri danni al motore e ad alcune sue componenti e, a seconda della gravità della rottura, può portare ad un conto piuttosto salato per la riparazione. A seconda dei danni provocati, la sostituzione della cinghia e delle parti danneggiate può oscillare tra le centinaia e il migliaio di euro.

CINGHIA DI DISTRIBUZIONE: QUANDO CAMBIARLA?

Per queste ragioni occorre sempre ragionare in ottica di prevenzione e controllare periodicamente lo stato della cinghia di distribuzione. Generalmente, si consiglia di far controllare la cinghia ad un’officina specializzata ogni 30’000 km e di sostituirla tra i 100 e i 180’000 km percorsi oppure ogni 5/6 anni. A dare un’idea più precisa degli intervalli di manutenzione è anche il libretto di manutenzione dell’auto. Si ricorda inoltre che l’usura della cinghia varia a seconda dell’utilizzo che si fa dell’auto: se si viaggia spesso in città l’usura sarà ridotta, mentre in caso di utilizzo prevalente su strade extraurbane sarà necessario intervenire prima con la sostituzione.

 

Vuoi controllare lo stato della tua cinghia di distribuzione? Passa a trovarci in Strada da Mantova 64/b a Marmirolo (MN).

Filtro dell’aria: a cosa serve e quando sostituirlo?

 

Un componente fondamentale per far “respirare” al meglio il motore è senza dubbio il filtro dell’aria. Scopriamo quindi tutte le sue funzioni e quando cambiarlo.

 

FILTRO DELL’ARIA: COS’E’ E A COSA SERVE?

Il filtro dell’aria è costituito da due parti: una realizzata in carta oppure cotone o stoffa (a seconda del tipo di filtro) e l’altra in plastica che serve a sorreggere l’elemento filtrante. Compito del filtro dell’aria è “purificare” l’aria che arriva alla camera di combustione da tutti i detriti e dalla polvere che si può incontrare nella strada che si percorre. Se non ci fosse il filtro potrebbero penetrare nel motore sassolini, pezzi di foglie e anche gocce d’acqua. Questo alla lunga comprometterebbe non solo l’efficienza del motore, ma anche l’integrità stessa della struttura con conseguenze facilmente immaginabili.

 

FILTRO DELL’ARIA: QUALI TIPI E QUANDO SOSTITUIRLO?

Esistono varie forme per i filtri dell’aria a seconda dell’auto. Si possono infatti trovare filtri rettangolari, a cono oppure circolari (questi soprattutto sulle auto più anziane). Per quanto riguarda il materiale con cui sono realizzati è possibile distinguere due tipi di filtri: uno tradizionale in carta e uno sportivo in cotone o stoffa. Il secondo tipo, a differenza del primo, può essere lavato e riutilizzato, pur avendo costi maggiori che però si spalmano su una durata maggiore.

Il filtro in carta va sostituito generalmente ogni 15-20’000 km oppure semestralmente. E’ consuetudine sostituire il filtro dell’aria ad ogni tagliando, insieme ad altre componenti del motore come l’olio e il relativo filtro. Discorso diverso invece per il filtro dell’aria sportivo che può durare fino a 80’000 km se pulito regolarmente con speciali oli sgrassanti. La manutenzione del filtro dipende però anche dagli ambienti che frequentiamo di solito con la nostra auto. Se si guida spesso in città oppure su strade polverose di campagna è bene assicurarsi di avere un filtro dell’aria sempre efficiente.

E’ possibile accorgersi di eventuali problemi al filtro dell’aria se all’accensione si avverte un rumore sordo che segnala la difficoltà del motore ad avere aria pulita. Un altro segnale è dato dal fumo di scarico che, qualora il filtro dell’aria sia sporco, sarà tendente al nero e maleodorante.

Vacanza in auto? 4 controlli consigliati prima di partire

Pronti a partire per le vacanze? Assicuratevi che lo sia anche la vostra auto! Ecco quattro controlli da fare prima di mettersi al volante per un lungo viaggio.

REVISIONE, BOLLO E ASSICURAZIONE

E’ fondamentale assicurarsi che siate in regola con la legge. Se avete un’auto con almeno 4 anni di vita dalla prima immatricolazione è obbligatoria una revisione (se non l’hai già effettuata, prenotala presso il nostro Centro Revisioni). Da non trascurare nemmeno il bollo e l’assicurazione che non devono essere scaduti.

CONTROLLO DEGLI PNEUMATICI

Lo pneumatico è una parte importantissima della vettura. E’ l’unica parte a contatto con l’asfalto ed è il principale alleato per la vostra sicurezza. Assicuratevi che tutte le gomme (compresa l’eventuale ruota di scorta) siano gonfie e in buono stato. Gli pneumatici, per essere in regolar col codice della strada, devono avere un battistrada con uno spessore minimo di 1,6 mm. Questo si può facilmente verificare inserendo nel tassello una moneta da due euro: se il tassello è sotto la parte dorata, significa che è eccessivamente usurato.

Allo stesso tempo, è bene verificare che gli pneumatici non abbiano danni e che quindi non vi siano tagli o bolle che potrebbero pregiudicare enormemente la vostra sicurezza.

CONTROLLO DEI LIQUIDI

In particolare d’estate, è utile controllare il liquido lavavetri e lo stato delle spazzole tergicristalli. Si suggerisce inoltre di controllare il livello dell’olio motore e dell’acqua. Spesso sottovalutata è la ricarica del gas dell’impianto di climatizzazione (oltre alla sostituzione del filtro antipolline): un abitacolo caldo e pieno di polline (soprattutto per chi ne è allergico) può avere sul guidatore lo stesso effetto dell’alcol.

FRENI E BATTERIA

Soprattutto se affronterete strade di montagna nel corso della vostra vacanza, è bene controllare lo stato dei freni. Le lunghe discese mettono sotto grande stress l’impianto frenante che deve quindi essere sempre efficiente. Per evitare brutte sorprese, si consiglia anche di controllare lo stato della batteria. Queste soffrono sia il caldo che il freddo eccessivo e durano indicativamente 4-5 anni.

Olio e filtro dell’olio motore: cosa sono e quando si cambiano?

 

Prendersi cura del motore della propria auto è un passaggio fondamentale per assicurare longevità e sicurezza alle diverse parti meccaniche. Ecco alcuni consigli sul cambio dell’olio motore e del relativo filtro.

OLIO E FILTRO DELL’OLIO: COSA SONO?

L’olio serve a lubrificare tutti i componenti meccanici e a proteggere il motore dalle impurità e dai processi chimici che avvengono nel corso della combustione. Il filtro dell’olio, nello specifico, serve a raccogliere tutte le impurità che si generano nel corso della combustione e per via dell’attrito tra le varie componenti evitando così che questi detriti provochino danni irreparabili al motore. Cambiare regolarmente olio e filtro è fondamentale per avere un motore efficiente e regolare nel suo funzionamento. E’ un’operazione che spesso si effettua durante i tagliandi.

QUANDO CAMBIARE OLIO E FILTRO DELL’OLIO?

Generalmente l’olio e il relativo filtro sono cambiati nello stesso momento. Il cambio dell’olio dipende dal tipo di veicolo e a indicare gli intervalli di manutenzione è il manuale d’uso dell’auto, anche se le vetture più moderne sono dotate di una spia specifica che vi segnala con largo anticipo i tempi del cambio dell’olio.

In linea di massima, ci sono alcune regole generali per il cambio dell’olio che variano a seconda del tipo di alimentazione del motore e dell’anzianità dell’auto:

  • Ogni 25-30’000 km per le auto diesel;
  • Ogni 15’000 km per le auto a benzina;
  • Ogni anno per chi percorre pochi km;
  • Ogni 10’000 km per le auto con almeno 10 anni di vita.

Convergenza per rimorchi: come migliorare consumi e sicurezza

 

Risparmio sul carburante e miglioramento della sicurezza sono i principali benefici della convergenza degli assi dei rimorchi di veicoli industriali.

CONVERGENZA RIMORCHI E SEMI-RIMORCHI: COME VIENE EFFETTUATA

La convergenza è un processo attraverso il quale si regola l’angolo delle ruote rispetto all’asse longitudinale del veicolo. Si ha una convergenza positiva se la parte anteriore della ruota è più vicina all’asse. Avere la giusta convergenza è fondamentale sulle auto e lo è ancora di più sui veicoli industriali, posti ad uno stress e a carichi di lavoro più intensi e più duraturi nel tempo.

In particolare, gli assi dei rimorchi e semi-rimorchi necessitano di una cura importante. Tutti gli assi devono infatti avere la stessa convergenza e un angolo più possibile vicino allo 0 o di poco positivo (2-3°). Solo in questa situazione si avrà un veicolo sicuro ed efficiente. Nel caso in cui gli assi abbiano tutti un angolo troppo positivo o negativo aumenterà il consumo di carburante e il rimorchio tenderà a sinistra o a destra a seconda della situazione. Un’altra circostanza che spesso si verifica è quella di avere ogni asse con una convergenza diversa. Ciò non solo è poco sicuro, ma aumenta anche l’usura degli pneumatici e i consumi di carburante fino al 15-18%.

E’ quindi necessario controllare periodicamente lo stato del proprio rimorchio visto che le tante sollecitazioni che agiscono sugli assi possono portare col tempo ad un cambiamento nella convergenza e quindi ad un peggioramento delle prestazioni.

L’auto in estate: i consigli di Baraldi Gomme per affrontare il caldo

Il caldo eccessivo non è solo nemico dell’uomo, ma anche dell’auto. Ecco qualche pratico consiglio per affrontare il caldo torrido.

I CONSIGLI PER AFFRONTARE L’ESTATE

Potrà sembrare banale, ma il primo consiglio in assoluto è quello di non lasciare l’auto troppo esposta al sole. Questo non solo per evitare di ritrovarsi un abitacolo incandescente, ma anche per evitare una precoce usura delle guarnizioni e delle parti in gomma dell’auto oltre agli pneumatici stessi. Lasciare la propria auto all’ombra serve anche per ritardare l’opacizzazione della vernice della carrozzeria. A tal proposito, si consiglia di lavare spesso l’auto in estate, in quanto lo sporco, unito al grande calore, può accelerare proprio il processo di usura della carrozzeria.

E’ consigliato controllare periodicamente i liquidi del motore per assicurarsi che siano sempre al giusto livello, così come è necessario verificare lo stato della batteria, dato che il freddo e il caldo estremo ne provocano una scarica più veloce.

Se avete un finestrino o il parabrezza scalfito, magari da un sasso schizzato dal veicolo che vi precede, fate attenzione d’estate: col caldo, la crepa potrebbe dilatarsi e compromettere l’integrità del vetro.

Infine, è consigliato di impostare la temperatura del climatizzatore automatico intorno ai 21 gradi, più che sufficienti per garantire un abitacolo fresco senza affaticare l’impianto.

Continental Premium Contact 6, eccellenza in ogni condizione

Baraldi Gomme Continental Premium Contact 6

Uno pneumatico capace di garantire prestazioni eccellenti su asciutto e bagnato? La missione (compiuta) di Continental col nuovo Premium Contact 6.

UNO PNEUMATICO, DUE ANIME

E’ decisamente difficile per gli ingegneri progettare uno pneumatico estivo in grado di eccellere sia in condizioni di asfalto asciutto che bagnato. Questo perché servirebbero due tipi di gomme diverse, non solo per la mescola, ma anche per l’intaglio e l’orientamento dei tasselli. Sull’asciutto, la gomma dovrebbe tendere ad un disegno molto semplice, quasi da slick (le tipiche gomme da Formula 1), mentre col bagnato ci dovrebbero essere molti più canali e intagli.

La soluzione studiata da Continental sta nella sostanziale divisione progressiva in due parti dello pneumatico. Dalla parte più esterna a quella più interna, il Premium Contact 6 è disegnato in modo diverso per essere efficiente in ogni circostanza. L’asimmetria di questa gomma consta in intagli più larghi e poco profondi nella zona esterna (quella più sollecitata in curva), mentre nella parte interna si trova una disposizione più elaborata dei tasselli per cercare di rendere più efficiente il drenaggio dell’acqua. A tal proposito, sono presenti anche canali longitudinali con angolo progressivamente maggiore dall’esterno all’interno (da 5° a 15°).

 

RISULTATI “PREMIUM”

Il Continental Premium Contact 6 risulta così essere uno pneumatico capace di garantire un’ottima prontezza di risposta, grande sicurezza e scorrevolezza, con consumi e rumore di rotolamento ragionevoli. L’etichettatura europea ha attributo al Premium Contact 6 un punteggio di A per l’aderenza sul bagnato e tra A e C (a seconda delle dimensioni della gomma) per i consumi.

Il Continental Premium Contact 6 è indicato per auto premium, dalle berline sportive ai SUV più eleganti, con misure da 16 a 22″.